lunedì 24 gennaio 2011

Poesie per rompere silenzi

Poesie di... Antonio Guerrero Rodriguez

'' La mia permanenza nel Centro di Transito Federale in Oklahoma è stata lunga . Diciotto giorni, isolato, in una cella del cosiddetto ''buco'', giorni che mi sono sembrati un'eternità. Con pochissima carta e piccolissime matitine, mi misi a scrivere il diario di quelle giornate, così come un gruppo di lettere personali e molto speciali, nate in quella solitudine, dove, parafrasando versi di Juan Ramón Jiménez, direi: “Sei dio del tuo petto, sei solo Universo, sei uno al tuo centro”.
Solamente una parte di quel diario e una delle nove lettere scritte arrivarono a destinazione. Per me fu un gran dolore quello che era potuto succedere, e feci ricorso alla poesia per rivivere i momenti di quell'isolamento e, in qualche modo, rimediare all'irreparabile perdita. Dal 3 al 16 di marzo, ormai di nuovo a Florence, sono nate queste poesie, in forma di diario, che suggerisco di leggere come un solo poema (come si dice si debbano leggere i famosi sonetti di Shakespeare, facendo salva la gran differenza tra quell'opera classica e questa modesta creazione). Per questo poemario decisi di scrivere versi decasillabi con rima libera, nella quantità di versi tipica del sonetto. Il mio obiettivo non è la ricerca della bellezza rítmica o della perfezione della strofa, e nemmeno di creare qualcosa di nuovo. La mia pretesa è di portare il lettore fino agli angoli più segreti della mia anima in quei giorni di ingiusto e totale isolamento, anche se, come direbbe Darío: “la mia protesta resta scritta” contro il trattamento e la inusuale perdita”.


Così ci parla Antonio Guerrero Rodriguez, il nostro Tony, uno dei Cinque, i prigionieri  cubani ingiustamente detenuti negli Stati Uniti, di uno dei suoi poemi più dolorosamente concepito: parliamo di "Un lugar de retiro", che fu pubblicato lo scorso anno, grazie ad un'iniziativa della Casa Editrice Vigìa della città di Matanzas a Cuba.

Commosso dalla grandezza umana che emanano questi versi, Silvano, un amico di Cuba e dei Cinque, ha avuto la felice idea di dare vita all'iniziativa di pubblicare in Internet – nel maggior numero di siti e e tradotti nel maggior numero di lingue possibili – le poesie che Tony ha scritto riferendosi ad un periodo di diciotto giorni trascorsi in una cella di isolamento e che in seguito avrebbero prodotto il libro ''Un lugar de retiro''.
La proposta è di pubblicare ogni giorno per diciotto giorni, a partire dal 26 gennaio e fino al 12 febbraio 2011, su blogs, facebook, siti internet o di inoltrare tramite liste di distribuzione e altro, il poema corrispondente a quel giorno, scritto da Tony un anno prima, cioè fra il 26 gennaio e il 12 febbraio del 2010.  In italiano, inglese, francese, portoghese e persino in russo e bulgaro, le poesie di Tony solcheranno il cyberspazio, demolendo muri di silenzio.
Possa essere questo un modo in più per dimostrare ai Cinque la nostra solidarietà, il nostro affetto, la sicurezza nella chiara certezza delle loro azioni, e anche per gridare all'impero, da tutti gli angoli del pianeta LIBERTA' PER I CINQUE.

Vi diciamo con le parole di Tony:
'' Stanco, non mi arrendo.
Ferito, non sanguino.
Tanta fatica, tanti dolori:
li calmo con l'amore dei miei sogni,
materia invincibile
che i guardiani non sanno riconoscere''
 

Il Gruppo Amici della Poesia partecipa a questa nuova azione poetica, ''Poesie per rompere silenzi'' in solidarieta' con i Cinque e, in maniera particolare, in omaggio a Tony Guerrero, un uomo che nelle piu' terribili circostanze non ha mai perso il suo coraggio e il suo sorriso.

Se volete richiedere e ricevere le traduzioni in una o più lingue tramite posta elettronica per aderire alla campagna, potete scrivere a
POEMAS TONY <
tonyunlugarderetiro@gmail.com>




un lugar de retiro
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luogo di ritiro



Martes, 26 de enero de 2010

Sucede que la injusticia sigue.
Sucede que llevo caja negra.
Sucede que soy yo quien lo dice.
Sucede que quisiera que me creas.
Sucede que vuelo sin temores.
Sucede que sacudo mis venas.
Sucede que dos soles se cruzan.
Sucede que oscurecen las piedras.
Sucede que el olor no es de campos.
Sucede que mi hora tiene dueño.
Sucede que se unen las paredes.
Sucede que un hermano sonríe.
Sucede que me nace en el pecho
una serenidad y sucede.

Succede che l'ingiustizia prosegue.
Succede che le manette sono molto strette.
Succede che sono io quello che lo dice.
Succede che vorrei che mi credeste.
Succede che volo senza timori.
Succede che scuoto le mie vene.
Succede che due soli si incrociano.
Succede che le pietre si fanno scure.
Succede che questo odore non è di campagna.
Succede che il mio tempo ha un padrone.
Succede che le pareti si uniscono.
Succede che un fratello sorride.
Succede che mi nasce in petto
la serenità, e succede.



Miércoles, 27 de enero de 2010

Cuando cierran la puerta de hierro
silbadores vientos de huracán
encima se me echan y me apagan
el candil, parpadeando en mis manos.
La celda se vuelve una laguna
en la que yacen palomas muertas
y por mi trepa su olor a espanto
como si las sombras me embistieran.
Con mi inofensivo corazón
desgarro el silencio congelado,
adelgazo ausencias prolongadas
hasta que la larga noche pasa
y todas las tinieblas se esfuman
envueltas en la luz matutina.

Quando chiudono la porta di ferro
sibilanti venti di uragano
mi si fanno addosso per spegnere
il lumino, che tra le mie mani infatti sfarfalla.
La cella diventa una laguna
dove giacciono colombe morte
e su di me si inerpica il suo fetore di paura
come se le ombre mi assalissero.
Con il mio cuore inoffensivo
squarcio il silenzio congelato,
assottiglio assenze prolungate
fino a che la lunga notte passa
e tutte le tenebre sfumano
avvolte nella luce mattutina.



Jueves, 28 de enero de 2010

Este origen de día sin rumbo
que sujeto al viento de la vida
sobre mi esparce luz de aurora
nunca es perdida, sino ganancia.
Esta sucesión de atardeceres
sin fragancias ni ecos ni colores
que fija mi sustancia imperfecta
nunca es perdida, sino ganancia.
Este tiempo cargado de pausas
que no deja mi amor madure,
crepúsculo en un paraje oscuro
como una vereda interminable
entre sombras que crecen y tiemblan,
nunca es perdida, sino ganancia.

Questa origine di giorni senza rotta
esposta al vento della vita
che sparge su di me luce d'aurora
non è mai danno, ma beneficio.
Questo succedersi di tarde sere
senza fragranze né echi né colori
che la mia sostanza imperfetta fissa
non è mai danno, ma beneficio.
Questo tempo carico di pause
che non lascia che il mio amore maturi,
crepuscolo in paraggi oscuri
come sentiero interminabile
tra ombre che crescono e tremano,
non è mai danno, ma beneficio.

  

Viernes, 29 de enero de 2010

Anocheció mientras leía un libro
(el que pudo llegar a mis manos)
cuyo argumento vacuo y siniestro
apenas para mí tuvo sentido.
Pensé en los grandes escritores
capaces de recoger la luz
y toda la belleza del mundo
en páginas imperecederas.
Cerré el libro y cerré mis ojos,
en ese instante me vi rodeado
de un resplandor de sol y de luna,
de amor y de paz, y comprendí:
lo que buscamos en muchos libros
lo atesoramos dentro del alma.

Si fece notte mentre leggevo un libro
(quello che è riuscito ad arrivare nelle le mie mani)
il cui argomento vacuo e sinistro
a malapena, per me, aveva un senso.
Ho pensato ai grandi scrittori
capaci di accogliere la luce
ed ogni bellezza del mondo
in pagine immortali.
Chiusi il libro e chiusi gli occhi,
e in quell'istante mi sono visto circondato
da uno splendore di sole e di luna,
d'amore e di pace, ed ho capito:
quello che cerchiamo nei libri
è il tesoro che poi resta nell'anima.



Sábado, 30 de enero de 2010

Soy dichoso por este aislamiento
donde a mis anchas holgazaneo
mientras contemplo mi alma vagar
por la lejanía hasta perderla.
Soy dichoso por este silencio
cuando puedo escucharme a mi mismo
sin que nada me turbe de afuera,
sin que el tiempo me busque y me encuentre.
Soy dichoso así, ni más ni menos,
sin pensar en ello, respirando
los átomos que nos entremezclan,
metido en el corazón de un ser
dueño de un aliento incalculable,
esparciéndose por el espacio.

Sono fortunato per questo isolamento
per questa apatia volontaria e senza limiti
mentre contemplo l'anima vagare
nella lontananza fino a perderla.
Sono fortunato per questo silenzio
quando posso ascoltare me stesso
senza che nessuno da fuori mi turbi
senza che il tempo mi cerchi e mi trovi.
Sono fortunato così, né più né meno,
senza pensarci, respirando
il miscuglio dei nostri atomi
interno al cuore di un essere
padrone di un respiro incalcolabile,
che si diffonde nello spazio.



Domingo, 31 de enero de 2010

Que no me dejen mirar la luna
ni el árbol seco del lento invierno,
que me prohíban prender el fuego,
jugar al sueño con la ceniza,
no significa que esta perdido
ese amor puro que con mis ojos
y con mis manos forjo y forje
para otros ojos, para otras manos.
El amor que expira no es amor.
El verdadero amor pertenece
a todo el tiempo, a la tierra toda,
sin temor enfrenta tempestades,
resiste hasta el filo de la muerte
y, como la natura, es eterno.

Che non mi lascino guardare la luna
e nemmeno l'albero rinsecchito del lento inverno,
che mi proibiscano di accendere il fuoco
e di giocare a sognare con la cenere
non significa che è perduto
quell'amore puro che con i miei occhi
e con le mie mani forgio ed ho forgiato
per altri occhi, per altre mani.
L'amore che spira non è amore.
Il vero amore appartiene
a tutto il tempo, a tutta la terra,
senza timore affronta tempeste,
resiste perfino al filo della morte
ed è, come la natura, eterno.



Lunes, 1 de febrero de 2010

Dije no a la quietud mohosa.
Me paré sobre el suelo desnudo,
di el primer paso, luego el segundo,
poco a poco me volvía lluvia.
Al inicio, fue el escepticismo
y después vino la dependencia.
Más adelante apareció la antítesis
y con ella el desenvolvimiento.
Comencé a girar por las horas
con espíritu y ritmo que impelen
y a través del éter se deslizan.
Cercado por un tedio sin tregua,
en la plaza de mi corazón
me vi feliz, cantando y bailando.

Ho detto no alla muffa della quiete.
Mi bloccai sul suolo nudo
ma poi il primo passo, poi il secondo,
poco a poco diventavo pioggia.
All'inizio, lo scetticismo
e poi la dipendenza.
Più avanti l'antitesi
e con essa il liberarsi.
Ho cominciato a girare nelle ore
con ritmo e spirito impellenti
e nell'etere guizzanti.
Accerchiato da un tedio senza tregua,
nella piazza del mio cuore
mi sono visto felice, cantando e ballando.



Martes, 2 de febrero de 2010

Noche seductora que me llamas
desde los abismos del silencio.
!Ah, noche magnánima y magnética,
novia del ocio aun inviolada!.
Noche errante, hechicera de ojos
que tienen el color del alcoiris.
Noche loca, llena de blancura
para al afán añadir insomnio.
Noche desnuda sobre la tierra,
antes de ir a otra orilla sin nombre
abrázame, mírame y permíteme
tocar tu cuerpo para sentir
el oleaje de queridas playas
tan ocultas en la oscuridad.

Notte seduttrice che mi chiami
dagli abissi del silenzio.
Notte magnanima e magnetica,
sposa dell'ozio e non ancora violata!
Notte errante, incantatrice e occhi
color d'arcobaleno.
Notte pazza, piena del biancore
che aggiunge insonnia all'affanno.
Notte nuda sulla terra,
prima di andare verso l'altra riva senza nome
abbracciami, guardami e lasciami
toccare il tuo corpo per sentire
il mareggiare sulle amate spiagge
così nascoste nell'oscurità.



Miércoles, 3 de febrero de 2010

La muchacha que da las pastillas
a los adictos a los calmantes
tiene cara de ángel, me recuerda
a una novia de tiempos pasados.
Ella cada noche hace una ronda,
con su voz va rompiendo el silencio
y yo abandono lo que hago entonces
para verla pasar, un instante.
Ella nunca me mira a los ojos
en los que muy escondidos guardo
tantos rostros de edades y mundos,
tantas noches de estrellas sin nombre,
tantas rachas de idas y venidas...,
la muchacha que da las pastillas.

La ragazza che dà le pastiglie
ai tossicodipendenti i calmanti
ha un faccino d'angelo, mi ricorda
una mia fidanzata del tempo passato.
Ogni sera fa il suo giro di ronda,
la sua voce va rompendo il silenzio
ed io lascio lì quel che sto facendo
per vederla passare, un istante.
Lei non mi guarda mai negli occhi
dove molto nascosti conservo
tanti volti di epoche e mondi,
tante notti di stelle senza nome,
tanti effluvi di andate e ritorni … ,
la ragazza che dà le pastiglie.



Jueves, 4 de febrero de 2010

Vivencias y vocablos buscando
respuestas a la nada y al suceso,
vienen al recinto del presente
como las abejas al panal.
El batir de sus alas inunda
el aire de trepidantes llamas
y una cristalina miel envuelve
el eco de la palabra amor.
Con apasionada sed de luz,
de aromas, de voces y de formas,
tras lo invisible se me va el alma
y sólo ve la faz de un ayer
girando hasta que desaparece
en lentas espirales de humo.

Vissuti e vocaboli che cercano
risposte al nulla o all'accaduto,
arrivano al recinto del presente
come api all'alveare.
Il loro battere d'ali inonda
l'aria con fiamme trepidanti
ed un miele cristallino avvolge
l'eco della parola amore.
Con appassionata sete di luce,
di aromi, di voci e di forme,
l'anima va oltre l'invisibile
e vede solamente il volto di giorni andati
che volteggia fino a scomparire
in lente spirali di fumo.



Viernes, 5 de febrero de 2010

El silencio es verde, de improviso,
mi corazón fértil, lentamente
habituado a cosas naturales,
viste de hojas verdes del deseo.
Recuerdos del bosque y de la lluvia
emergen con su aliento escondido
y siento otra vez en mi garganta
un ardor de jazmines y sangre.
Sin parar, mi corazón evoca
miradas fieles al amor puro,
besos al abrazo de la noche,
caricias que dieron paz al alma.
Pero, por dónde andarán sus ojos,
sus labios, sus suaves manos puras?

Il silenzio si fa verde, all'improvviso,
il mio cuore fertile, lentamente
abituato a cose naturali,
veste di foglie verdi il desiderio.
Ricordi del bosco e della pioggia
emergono con il loro effluvio nascosto
e sento di nuovo in gola
un ardore di sangue e gelsomini.
Senza sosta, il mio cuore evoca
sguardi fedeli all'amor puro,
baci nell'abbraccio della notte,
carezze che hanno dato pace all'anima.
Però, dove saranno i suoi occhi,
dove le sue labbra, soavi sue le mani così pure?



Sábado, 6 de febrero de 2010

Mujer, rompes en mi pensamiento
como los oleajes en las playas;
entras de repente en mis arenas,
luego al mar regresas otra vez.
Así eres tu, marejada indócil,
vaivén incesante de las aguas
donde se ahoga mi corazón
contando tu cuerpo ola a ola.
Ya conoces que regresare,
sin embargo, no sabes tu nombre
ni sabes que recuerdo tus besos.
Tal vez, un día cuando tu piel
destruya este castillo de ausencias
te abriré la trama de mis versos.

Ti infrangi nel mio pensare
come sulle spiagge il mareggiare;
penetri all'improvviso le mie sabbie,
e ancora torni al mare.
Così sei tu, mareggiata indocile,
vai e vieni incessante delle acque
dove il mio cuore affoga
raccontando il tuo corpo ad ogni onda.
Sai già che tornerò,
ma non il tuo nome
e nemmeno che ricordo i tuoi baci.
Forse, un giorno, quando la tua pelle
avrà distrutto questo castello di assenze
ti aprirò la trama dei miei versi.


Domingo, 7 de febrero de 2010

Hoy he escrito a varias amistades,
a ninguna le narro el rosario
de vicisitudes que he pasado
(más que las que todos imaginan).
En mis líneas les hago saber
que esta celda, sin nada y sin nadie,
para mí es un lugar de retiro
donde me libro de mis cadenas.
Como otros de mi vida, este hueco,
sin prisa lo relleno de luz
para que de su oquedad aflore
el resplandor que a mi corazón
convierte en surtidor del amor,
de este amor con que a todos escribo.

Oggi ho scritto a varie amicizie,
a nessuna racconto il rosario
delle vicissitudini passate
(più di quelle che si possano immaginare).
Nelle mie frasi faccio sapere
che questa cella, senza niente e nessuno,
per me è luogo di ritiro
dove libero le mie catene.
Come altri della mia vita, questo buco,
senza fretta, lo riempio di luce
affinché dalla sua vacuità affiori
splendore che converta il mio cuore
in zampillare d'amore,
di questo amore con cui scrivo a tutti.



Lunes, 8 de febrero de 2010

Anoche, cuando un hosco silencio
como el manto de la oscuridad
me cubría, y la incertidumbre
de crudas nevascas me embriagaba,
el amor provoco un ramalazo
en las fibras de mi corazón,
punzadas de perpetuas ausencias.
Por un buen tiempo estuve despierto.
Anoche, frente a la soledad
resonante de ayeres me dije:
Todos los desvelos de mi vida
han desbrozado esta larga senda
por donde los peligros de muerte
no han podido malograr la luz.

Stanotte, quando un fosco silenzio
come il manto dell'oscurità
mi copriva, e l'incertezza
di crudi nevaschi mi ubriacava,
l'amore ha provocato uno strappo
nelle fibre del mio cuore,
spillate di assenze perpetue.
Sono stato sveglio un bel po'.
Stanotte, di fronte alla solitudine
risuonante di giorni passati mi sono detto:
tutte le veglie della mia vita
hanno sfrondato questo lungo sentiero
dove i pericoli di morte
non hanno potuto distruggere la luce.



Martes, 9 de febrero de 2010

En mi soledad digo tu nombre
y sus letras son un sol naciente
entre las nubes de la alborada
donde con lumbre se abren las flores.
Al andar lo digo en las esquinas
que forja y deshace el pensamiento
y en mi soliloquio con tu nombre
ni luces ni sombras distingo.
Lo digo sin que nadie me escuche
en una voz de intima emoción
que apenas hiere el aire y el silencio.
A las preguntas del firmamento
respondo, levantando la vista
hasta la eternidad de tu nombre.

Nella mia solitudine dico il tuo nome
e le sue lettere sono un sole nascente
tra le nuvole dell'alba
dove alla luce s'aprono fiori.
Nell'andare lo dico negli angoli
che il pensiero forgia e disfa
e col tuo nome nel mio soliloquio
non luci né ombre distinguo.
Lo pronunzio senza che nessuno possa ascoltarmi
in una voce intima di emozione
che ferisce appena l'aria ed il silenzio.
Alle domande del firmamento
rispondo, alzando lo sguardo
fino all'eternità del tuo nome.



Miércoles, 10 de febrero de 2010

Seguro, en medio del temporal,
me imagino andando por el mundo
como si caminaran conmigo
hombro a hombro brazos invencibles.
Pasaran con sus alas oscuras
otras tantas gélidas noches
sin poder aniquilar la aurora
del día final de la injusticia.
Hermanos y hermanas de la lucha
solidaria que se multiplica
cual las hojas en la primavera:
¡Ustedes nos darán la victoria,
ustedes estarán con nosotros
en la gran jornada del regreso!

Sicuro, nella tempesta,
mi immagino in giro per il mondo
come se con me camminassero
spalla a spalla braccia invincibili.
Passeranno con le loro ali scure
tante altre gelide notti
senza riuscire ad annullare l'aurora
dell'ultimo giorno dell'ingiustizia.
Sorelle e fratelli della lotta
solidale che si moltiplica
come foglie in primavera:
ci darete la vittoria,
sarete con noi
nella grandiosa giornata del ritorno!


Jueves, 11 de febrero de 2010

Desde mi niñez de hogar y escuela,
en mi juventud de sitio en sitio,
toda mi vida, y hasta en mis sueños,
tú has habitado en mi corazón.
Isla de soles que a todos brindas
palmas y playas, aves y frutos,
aquel verano abrasador que amo,
aquel árbol libre en la campiña,
dispuesta a diario a cuidar la flor
indispensable de la esperanza
en mí tu alientas siempre la paz.
Tu amor me impulsa, tu amor me colma
de luz, ¡oh, patria!, vendrá el regreso
y el beso tuyo que nos espera.

Sin dalla mia infanzia tra casa e scuola,
nella mia gioventù da un posto all'altro,
per tutta la mia vita, e persino nei sogni,
hai abitato nel mio cuore.
Isola di sole che offri a tutti
palme e spiagge, uccelli e frutti,
quell'estate rovente che amo,
quell'albero campagnolo e libero,
disposta ogni giorno a prendersi cura del fiore
indispensabile della speranza
mi alimenti sempre un anelito di pace.
Il tuo amore mi sprona, il tuo amore mi colma
di luce, patria !, arriverà il ritorno
e il tuo bacio che ci aspetta.


Viernes, 12 de febrero de 2010

Cruzando el corazón del azul
insondable, confuso de rutas,
mas, acompañado de esperanzas
insignificantes pero ciertas,
miro la callada geografía
sumergida en un fulgor de nieve,
territorio de lo indefinido,
espejismos de la libertad.
Hay cansancio, pero no me rindo.
Hay cortaduras, pero no sangro.
Tanta fatiga, tantos dolores
calmo con el amor de mis sueños
hecho de una materia invencible
que no reconocen los guardianes.

Nell'attraversare il cuore dell'azzurro
insondabile, in un groviglio di rotte,
ma accompagnato da speranze
insignificanti però certe,
osservo la geografia silente
sommersa in un fulgore di neve,
territorio dell'indefinito,
miraggio della libertà.
Stanco, non mi arrendo.
Ferito, non sanguino.
Tanta fatica, tanti dolori:
li calmo con l'amore dei miei sogni,
materia invincibile
che i guardiani non sanno riconoscere.
Antonio Guerrero Rodriguez